FINPIEMONTE, MANCANZE DILETTANTESCHE: STORIA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

Ieri il consiglio regionale ha discusso le relazioni scaturite dal lavoro svolto dalla Commissione d’ indagine su Finpiemonte.
“Si parte dall’errore di aver trasformato Finpiemonte in una banca: un errore sottolineato dall’abbandono di questa scelta dopo due anni” ad affermarlo in una nota l’esponente di Piemonte nel Cuore, durante la relazione avvenuta in Aula circa le risultanze dei lavori della Commissione su Finpiemonte, che ha anche illustrato la relazione dei gruppi del centrodestra.

La vicenda Finpiemonte è sempre stata sotto la lente del consigliere che già a febbraio 2017 dichiarava “Non vorremmo doverci trovare fra qualche anno a dover ripianare i conti di Finpiemonte” e nel maggio 2018 “Stiamo pagando i conti di Finpiemonte”. Questo è il pensiero che negli anni Gian Luca Vignale, consigliere regionale e membro di Piemonte nel Cuore, ha sempre denunciato: un danno per i cittadini piemontesi. “La Commissione d’indagine conoscitiva su Finpiemonte non ha mai voluto sostituirsi alla magistratura. Le responsabilità personali le accerterà la Procura, a noi interessano quelle politiche”.

Come si evidenzia nella relazione finale del centrodestra: “Alla luce di quanto descritto si può ipotizzare che per oltre un anno la mancata assunzione di un Risk manager e la contestuale mancata definizione da parte della Giunta di adeguati sistemi alternativi di controllo per gestire quel periodo transitorio abbia rappresentato un elemento di fragilità di sistema, che ha reso possibile la realizzazione dei fatti oggetto di indagine.”

L’esponente di Piemonte nel Cuore riflette sul fatto che “L’anomalia gestionale macroscopica che ha caratterizzato la gestione di Finpiemonte non può che portare a ritenere inadeguata l’azione di controllo da parte dell’azionista Regione Piemonte, evidentemente inconsapevole delle diverse e più robuste esigenze organizzative e di controllo richieste da un ente che ha subìto la trasformazione da semplice strumento operativo della Regione nella gestione dei bandi europei a vero e proprio intermediario finanziario. Di fatto una banca pubblica”. Infine, secondo Gian Luca Vignale, sembra anche incredibile che vi siano soggetti che per mesi non riescano a sapere cosa accada sul proprio conto “Sono tali e tante le mancanze da apparire addirittura dilettantesche”.