CON I MEDICI “A COTTIMO” NEI PRONTO SOCCORSO DI LANZO, COURGNE’, CIRIE’ E CHIVASSO PAZIENTI MANDATI IN ALTRI OSPEDALI.

INTERROGAZIONE IN REGIONE
“Se corrisponde a verità che in più di un’occasione gli operatori dei Pronto Soccorso di Lanzo, Courgnè, Ciriè e Chivasso hanno dovuto chiedere alla centrale operativa del 112/118 di non inviare più pazienti presso i loro presidi ospedalieri” questa la domanda dell’interrogazione discussa oggi in Consiglio Regionale da Gian Luca Vignale diretta all’assessore alla sanità Saitta.

Il tema è particolarmente grave perché unirebbe al problema della carenza dei medici nella sanità piemontese, quello dell’assunzione, a gettone, di personale non qualificato, denuncia Vignale.

“L’ASLTO4 ha appaltato la copertura dei Pronto Soccorso e DEA degli Ospedali di Lanzo, Ciriè, Chivasso e Courgnè – spiega – alla Medical Line Consulting s.r.l. per un importo complessivo di quasi 5 milioni di euro. Peccato che la società utilizzi personale che non ha alcuna specializzazione in medicina d’urgenza o altre specialità equipollenti, ma soltanto un semplice corso di formazione di un anno”.

“L’ Assessore Saitta –denuncia Vignale- ha dovuto ammettere che “l’esigenza di modificare i flussi dei pazienti presso gli ospedali viene posta in essere nelle fasi di maggior affollamento”. Come purtroppo prevedevamo in molti casi i DEA devono comunicare di non inviare più pazienti perché non sarebbero in grado di accoglierli”.

“La mancanza di personale medico all’interno dei DEA non può essere la causa della scelta di affidarsi ai medici a gettoni non adeguatamente formati – aggiunge Vignale – bensì l’effetto di una cattiva programmazione delle risorse umane all’interno dell’ASL. Il risultato finale è non solo che la Regione Piemonte spende più di quanto corrisponderebbe in caso di assunzione di nuovi medici, ma anche che i Pronto Soccorso degli ospedali sono intasati e gestiti da personale inadeguato che obbliga i responsabili dei DEA addirittura a richiedere di dirottare i pazienti in altre strutture”.

“Se non si corregge il tiro immediatamente – continua Vignale – il futuro può essere ancora più nero. A breve molti medici andranno in pensione e se non si interviene assumendo nuovo personale, il risultato saranno reparti chiusi o funzionanti con medici a gettoni e pronto soccorso o intasati oppure, ancora peggio, personale che chiederà, come purtroppo già avviene, al 118 di dirottare i pazienti altrove per incapacità organizzativa. Insomma, un disastro che metterà seriamente a rischio la salute dei piemontesi”.