UN’AMMINISTRAZIONE IN GRADO DI FARE IMPRESA

L’amministrazione regionale deve essere in grado di costruire un rapporto agile con le imprese, leggere i cambiamenti dell’economia e definire gli strumenti migliori per aiutarle. Per fare questo è fondamentale approntare bandi di finanziamento di semplice lettura e compilazione, garantire tempi di risposta veloci, oltre che certi, e utilizzare al meglio i fondi europei.

Serve quindi una strategia industriale capace di individuare i settori di specializzazione produttiva sul quale costruire il Piemonte del futuro, eliminare gli sprechi, ridurre i costi, soprattutto gli oneri burocratici e migliorare l’operatività.

La Regione Piemonte deve divenire l’assistente principale per aiutare ogni impresa a fronteggiare la sfida di cogliere le grandi opportunità produttive e tecnologiche.

Per garantire ciò è indispensabile ripensare il sistema della formazione professionale: più snello, più veloce e in grado di rispondere alle esigenze del mondo del lavoro.

Avere da una parte imprese che non trovano migliaia di dipendenti da assumere perché non formati e dall’altra migliaia di giovani senza lavoro è uno dei tanti paradossi della nostra regione.

LAVORO: CONTRASTO ALLA DISOCCUPAZIONE

Il Piemonte registra ancora uno dei tassi di disoccupazione più alti delle Regioni del Nord.

Sostenere l’occupazione, il lavoro giovanile e le imprese deve essere una priorità assoluta della prossima amministrazione regionale. Se è fondamentale il sostegno alle imprese, la riduzione degli oneri amministrativi e un più facile accesso al credito e ai finanziamenti europei – e più in generale a tutte le opportunità offerte dall’Unione Europea – gli avvenimenti regionali degli ultimi anni hanno dimostrato che la Regione deve anche saper affrontare in modo migliore e efficace i momenti di crisi.

Spesso infatti le crisi aziendali arrivano al tavolo regionale quando l’impresa ha già aperto una procedura per licenziamento collettivo e un eventuale intervento regionale risulta comunque tardivo. Serve quindi creare una corretta sinergia regionale al fine di offrire risposte concrete prima che sia dichiarato lo stato di crisi e contemporaneamente in ogni momento di difficoltà o apertura di tavoli aziendali difendere l’occupazione legando i bandi per lo sviluppo a nuove assunzioni e destinando nuovi investimenti per il sostegno al reddito delle persone che vengano riassunte e sostenendo e valorizzando le esperienze di working buyout, in cui i dipendenti acquistano le aziende per le quali lavorano.

In quest’ottica è fondamentale prevedere sostegni economici per le imprese che non delocalizzano e richiedere la restituzione di eventuali contributi pubblici a chi intende – non per problemi di produzione – spostare la propria attività in altre aree italiane o straniere.

PIANO STRAORDINARIO DEGLI INVESTIMENTI

Dopo anni di totale blocco degli investimenti, le risorse stanziate da questo governo negli ultimi due anni non sono sufficienti a garantire gli interventi di cui il Piemonte necessita. Strade, scuole, cimiteri, illuminazione pubblica etc. necessitano di investimenti straordinari per tornare a garantire servizi adeguati.

Questa misura dovrà essere una delle principali misure di sviluppo economico della nostra regione in quanto moltiplicare centinaia di piccoli e medi cantieri garantisce lavoro a imprese e cittadini piemontesi e tempi di realizzazione assolutamente celeri.

TURISMO

Il turismo è una delle grandi risorse del Piemonte. Le nostre Alpi, le dimore piemontesi, i musei torinesi e non solo, le eccellenze regionali rappresentano già di per sé un volano turistico importante.

Per incentivarlo la Regione deve prendere atto dei cambiamenti ed operare su più fronti. Serve innanzitutto valorizzare la montagna e i comuni alpini, appennini e collinari nella loro trasversalità ed offerta turistica, enogastronomica e sportiva a 360 gradi durante l’intero anno. È infatti necessario lavorare sulla promozione dei singoli turismi: quello sportivo, escursionistico, montano, enogastronomico, congressuale, museale, esperienziale ma anche quello legato ai singoli concerti o avvenimenti sportivi fino a quello cinematografico.

Per far questo è fondamentale riuscire ad unire in un un’unica strategia tutti i finanziamenti disponibili: statali, regionali ed europei al fine di ottimizzare le risorse messe in campo e sostenere le imprese e i loro operatori in modo concreto e facilmente accessibile.

AGRICOLTURA

L’agricoltura è un elemento centrale nella realtà piemontese: ma nonostante il l settore agroalimentare piemontese nel 2017 abbia esportato prodotti per oltre 5,4 miliardi di €, il settore ha perso oltre 3000 occupati. Servono quindi maggiori e più incisivi aiuti, ma soprattutto prendere atto che per sostenere l’agricoltura piemontese è necessario operare in modo trasversale. Infine, è necessario riconoscere l’importanza dell’agricoltura multifunzionale che, oltre a produrre alimenti, genera beni pubblici attraverso la cura dell’ambiente e del territorio, prendendo atto, anche in ambito amministrativo, che la valorizzazione dei prodotti primari richiede una collaborazione tra agricoltura, industria e distribuzione.

Politica agricola comune (pac)

L’apertura dei bandi regionali finanziati dalla Politica agricola comunitaria – circa 1 miliardo di euro – deve essere puntuale e rigorosa, così come lo devono essere i pagamenti spettanti alle aziende assegnatarie dei fondi. Troppo spesso i cronici ritardi della politica e della burocrazia hanno vanificato l’effetto degli aiuti, creando seri problemi di liquidità alle aziende agricole. In ogni caso, va previsto un accordo tra Regione e Istituti di credito che, all’occorrenza, consenta di anticipare i contributi del Piano di sviluppo rurale alle imprese interessate. A monte, i bandi agricoli vanno comunque concordati con le associazioni di categoria, in modo che rispondano pienamente alle esigenze del settore.

Ricomposizione fondiaria

Il territorio piemontese assiste da anni alla progressiva frammentazione delle proprietà fondiarie e quindi al loro desolante abbandono, soprattutto nelle aree collinari e montane. Chi vive e lavora in queste zone, deve avere la possibilità di utilizzare la terra, ricomponendo appezzamenti che altrimenti andrebbero persi, tornando a coltivarli. La Regione si farà pertanto carico di accompagnare e favorire in ogni modo questo percorso virtuoso, stanziando le risorse economiche necessarie per l’acquisizione delle proprietà frazionate da parte di chi intende farle rivivere.

Danni da fauna selvatica

Il sistema dei rimborsi dei danni subiti dalle aziende agricole a causa della fauna selvatica va riformato, affinché i risarcimenti siano erogati con tempestività e nel rispetto del reale valore delle coltivazioni e degli animali andati persi o compromessi per azione della fauna selvatica, peraltro di proprietà dello Stato. Il risarcimento all’azienda non può essere considerato, come ora avviene, aiuto di Stato, perché è lo Stato responsabile dei danni prodotti dalla selvaggina di sua proprietà, a meno che tale proprietà venga trasferita ai titolari dei fondi agricoli, come in altri Paesi europei.

Ricambio generazionale

Il passaggio di testimone dai padri ai figli va accompagnato con adeguati interventi di semplificazione delle norme e di tutela degli interessi delle parti più deboli, in particolare sostenendo i giovani che intendono continuare l’attività familiare o creare una nuova impresa agricola.

Valorizzazione professionalità agricola

Il Piemonte è la regione delle eccellenze agroalimentari, che vanno promosse e difese in tutto il mondo. Ma non bisogna dimenticare che dietro a queste produzioni esiste un sistema di professionalità agricole unico al mondo e senza il quale la qualità del cibo non potrebbe godere di tutte le garanzie che lo rendono altamente pregiato. Di fondamentale interesse, pertanto, è valorizzare le conoscenze della tradizione agricola, consentendo alle aziende di fare formazione, attraverso corsi e assunzioni agevolate di giovani e addetti specializzati da istruire e inserire nella filiera produttiva della qualità agroalimentare.

Bandi differenziati per pianura, collina e montagna

Prevedere poi, come deliberammo nel 2014 senza che sia mai stato attuato, differenti bandi per pianura, collina e montagna sarebbe lo strumento migliore per rispondere a esigenze differenti che all’interno di un unico bando difficilmente possono dare soluzioni.

ECONOMIA FORESTALE

Un ambito di azione di notevole interesse può diventare la filiera del legno, dal momento che la nostra regione continua a importare legname, quando si trova ad avere a disposizione un patrimonio di boschi molto ricco e non sfruttato. Dalla produzione di biomasse per teleriscaldamento, a quella del legname pregiato, la promozione della coltivazione del bosco può certamente consentire ampi margini di sviluppo alle aree rurali e montane del Piemonte.