PROMOZIONE DEL TERRITORIO

VALORIZZARE L’UNICITÀ DEI TERRITORI

Il Piemonte è una regione ricca di tradizioni e peculiarità che vanno riconosciute e valorizzate. La realtà regionale dei comuni, delle borgate alpine e dei territori montani e collinari è unica per storia, tradizioni e bellezza. Eppure oggi invecchiamento della popolazione, scarsità dei servizi e delle prospettive lavorative rendono le peculiarità piemontese una realtà a rischio.

Per riportare il Piemonte ad essere una regione forte e competitive i territori vanno valorizzati, sostenuti, aiutati nei processi di cambiamento e di innovazione e soprattutto incentivati a cogliere le opportunità turistiche, agroalimentari e legate alle green economy che si presentano.

In questa prospettiva bisogna rompere il rapporto privilegiato con Torino: se con la città deve essere garantita la massima collaborazione istituzionale, mai come oggi avanzare senza una rotta comune che coinvolga tutti i territori, periferici e non, non avrebbe senso. In quest’ottica ed al fine di ridurre le differenze territoriali sarà fondamentale completare, migliorare e valorizzare la rete di infrastrutture e di trasporti regionale.

SPORTELLO PER I COMUNI

I circa 1200 comuni piemontesi – soprattutto i piccoli e medi – devono poter trovare nella Regione un interlocutore serio e credibile, in grado di garantire velocità di risposta alle loro esigenze, servizi e opportunità per le loro comunità.

In particolar modo devono trovare nella struttura regionale un sostegno tecnico indispensabile: partecipazione ai bandi europei, pratiche urbanistiche e ambientali, concessioni comunali energetiche semplificate etc. sono molto spesso opportunità che molti comuni piemontesi perdono per mancanza di personale.

In Regione Piemonte si dovrà costituire un Settore specifico dedicato all’Assistenza agli Enti locali con competenze trasversali a singoli settori dell’ente.

MONTAGNA

I 553 comuni montani, spesso con un esiguo numero di abitanti, classificati come “marginali” hanno dimostrato di essere una risorsa imprenditoriale, culturale, sociale, economica e turistica di grande importanza, con una capacità di crescita maggiori di altre aree. Per questo motivo l’azione amministrativa si deve sviluppare su alcuni temi prioritari: migliore e più efficace utilizzo dei fondi europei destinati alle aree montane, valorizzazione di agricoltura, commercio, turismo, artigianato e del comparto della neve, potenziamento della risorsa legno e delle risorse idriche.

Fondamentale sarà investire maggiormente nei servizi. Istruzione, trasporti, sostegno al commercio, sanità sono le vere prerogative per garantire pari dignità a quel 15% di popolazione piemontese che vive nei territori alpini e appenninici.

Tutto ciò ha, come si direbbe, le “coperture economiche”. È sufficiente programmare –come fatto nel 2013-14 e mai attuato- in modo corretto i più di 65 milioni di euro di fondi strutturali europei che ogni anno “cadono” nei comuni montani senza che quasi – aldilà dell’ottima esperienza del GAL- cittadini e comuni se ne accorgano. Questo perché programmazione e bandi vengono troppo spesso “pensati” da chi non conosce esigenze e necessità delle nostre montagne.

Aziende agricole montane

Nello stanziamento dei contributi Pac alle aziende di montagna, vanno distinte le realtà stanziali da quelle che vivono il territorio soltanto nella stagione estiva. Chi quotidianamente presidia la montagna con la presenza e il lavoro, svolge senza dubbio un ruolo di interesse pubblico e deve quindi poter contare sulla vicinanza della Regione, a cominciare da una maggiore attenzione nella distribuzione delle risorse pubbliche, che devono comunque essere vincolate alla manutenzione del territorio.

AREE COLLINARI

Nonostante le colline del vino del Piemonte siano note in tutto il mondo e le colline moreniche piemontesi rappresentino un unicum i territori collinari, che per molti versi vivono le difficoltà di quelli montani, non sono tenuti in dovuta considerazione. La stessa legge regionale sulla collina non è più finanziata da molti anni e, in molti casi, fa parte del “Piemonte dimenticato”.

DIFESA DEL SUOLO E PROTEZIONE CIVILE

Il territorio della Regione Piemonte è connotato da un elevato dissesto idrogeologico che condiziona la vita e le attività dei propri cittadini. Tale situazione è purtroppo drammaticamente evidenziata nel corso dei ricorrenti eventi alluvionali che creano gravi danni gravissimi a cittadini, fabbricati e terreni.

Per fronteggiare efficacemente tale situazione è necessario predisporre ed attuare un Piano straordinario di manutenzione e messa in sicurezza del territorio e non certo agire in modo spot e casuale rincorrendo gli effetti degli eventi come in questi anni ha fatto la Giunta Chiamparino.

Innanzitutto occorre porre a sistema le cospicue conoscenze sul rischio idrogeologico presenti presso le strutture tecniche della Regione (Settori della Giunta e Arpa), che rappresentano in questo contesto una eccellenza nel contesto nazionale, al fine di predisporre una mappa del rischio contenete la valutazione delle condizioni di sicurezza e delle priorità degli interventi.

Tale processo dovrà essere realizzato in stretto rapporto sinergico con i Comuni condividendo metodi e regole attuative. Particolare attenzione dovrà essere posta alla fase di progettazione degli interventi creando, con finanziamenti regionali, un parco progetti in quanto attualmente la Regione Piemonte non riesce ad ottenere significativi finanziamenti statali ed europei (per altro presenti con cospicui stanziamenti) causa l’incapacità di rendere cantierabili in tempi rapidi e certi le relative opere.

La difesa del suolo, così intesa, oltre a porre in sicurezza i territori dissestati rappresenta un notevole volano economico ed occupazionale specie nei territori periferici.

Per quanto concerne la Protezione Civile è indispensabile invertire il processo di sistematica demotivazione e marginalizzazione degli operatori, sia del Settore regionale competente che del volontariato, causa l’incapacità di governare il sistema da parte della attuale esecutivo.

Al riguardo basta ricordare a titolo di esempio, le gravissime conseguenze degli incendi boschivi che hanno colpito il territorio regionale nell’autunno del 2017. È mancato, infatti, da parte della Regione un efficace coordinamento delle azioni di spegnimento, un miglior utilizzo dei volontari del corpo degli AIB, in un momento particolarmente delicato dovuto alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato.

Tale stato di cose non è certamente risolto dalla recente legge regionale n.15/2018 che andrà prontamente riformata.

Occorre quindi riorganizzare il comparto, che è di fondamentale importanza per la sicurezza dei cittadini, riportandolo alle condizioni organizzative del 2014 quando il Sistema di Protezione Civile Piemontese era considerato una eccellenza nazionale ed europea.

RIFIUTI

Il centrosinistra ha approvato la legge regionale 1/2018 “Norme in materia di gestione dei rifiuti” che prevede per ogni singola provincia la creazione di un singolo Consorzio unico. Questa scelta nelle province di Alessandria, Novara, Cuneo e Torino porterà alla nascita di macro soggetti meno efficienti, più costosi e in cui la cattiva gestione di un consorzio sarà “scaricata” sempre sui cittadini.

Inoltre l’aver previsto che le quote consortili di ogni comune saranno stabilite principalmente per il numero di abitanti, farà sì che medi e piccoli comuni non conteranno più niente.

Fra le tante pessime leggi prodotte da Chiamparino e dal centrosinistra questa sarà certamente una delle prime da modificare in caso di affermazione del centrodestra alle future elezioni regionali.